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Ritratto Professionale

E’ fra i ‘5062 italiani notevoli’ del ‘Catalogo dei viventi’ stilato e dato alle stampe da Giorgio dell’Arti. Dopo il suo nome si legge: “attrice e conduttrice - una bellissima ragazza diventata adulta, ma entusiasta come una bambina”. Ma, a parte l’affettuosa descrizione, per Enrica Bonaccorti due definizioni sono poche, perché a leggere il suo curriculum ci si perde: sembra un romanzo con tutti i personaggi che hanno lo stesso nome, come Aureliano Buendìa in ‘Cent’anni di solitudine’: da attrice di teatro a conduttrice radiofonica, dagli sceneggiati televisivi  alla conduzione in televisione di programmi di ogni genere – talk-show, varietà, quiz, inchieste, festival e giornalismo – per non parlare delle canzoni che ha scritto, fra tutte quelle per Modugno: ‘La lontananza’ tradotta anche in Cina, e ‘Amara terra mia’, ora cantata persino in arabo per un video di Battiato. Se c’è una cosa che non ha mai smesso di fare da quando ha imparato, è proprio scrivere, e non solo parole da cantare. E’ firmata da lei anche la sceneggiatura di ‘Cagliostro’, un film con Bekim Fehmiu, Massimo Girotti, Curd Jurgens e Rosanna Schiaffino, e ha collaborato con varie testate come giornalista Sull’inserto del Corriere della Sera per due anni tiene una rubrica d’opinione, ‘Francobollo’. Dal 2007 si esprime anche nella narrativa.

Il suo primo romanzo, edito dalla Marsilio è “La pecora rossa”.

È la storia di una ragazzina nata nella culla ‘sbagliata’, condannata a espiare il suo essere ‘diversa’ dalla famiglia mettendosi al servizio di tutti, senza mai ribellarsi o negarsi, lei “…diceva sempre di sì, come una vera pecora… perché nessuno le aveva mai detto che avrebbe potuto dire di no…”. E’ qui che comincia l’avventura di ‘Pecora’, una storia forte eppure tenerissima, iperreale e fiabesca a un tempo, raccontata con una scrittura ‘visiva’ che riempie gli occhi di chi legge come un film… Ma è anche la storia di un’evoluzione, che si raggiunge attraverso i due strumenti che alla ragazza cambieranno la vita, maternità e cultura: un figlio, e cominciare a leggere un libro, e poi tanti libri…

Ora, sempre per la Marsilio, è in libreria “L’Uomo Immobile”.

Una storia d’amore, il classico lui lei e l’altra, un uomo fra due donne, ma anche un uomo fra la reale coscienza e l’apparente assenza, perché il titolo “L’uomo immobile” non è una metafora, ma la condizione fisica del protagonista, la ‘locked-in syndrome’. Una storia vera perlomeno nello spunto che dà l’avvio a questo romanzo, in cui le emozioni si intersecano con le informazioni scientifiche, che sono state tutte vagliate e approvate da esperti clinici del settore. Da queste pagine c’è dunque la possibilità di trarre informazioni chiare, verificate, esposte con parole facili da comprendere, tutti strumenti per potersi fare su questo difficile tema una propria opinione, quale che sia, ma autonoma, non condizionata da ideologie politiche, in un tempo in cui le opinioni precedono e fanno a meno delle informazioni.

La sua immagine più nota è comunque legata alla televisione, prima come attrice in tante commedie e sceneggiati degli anni ’70  - ‘La baronessa di Carini’ con Ugo Pagliai - ‘Eleonora’ con Giulietta Masina - poi dagli anni ’80 come conduttrice di ‘Italia sera’, di cui ideò il titolo, la prima trasmissione quotidiana fra informazione e intrattenimento, che la fece conoscere da tutti e che le diede il primo dei suoi 3 Telegatti, poi il grande successo di ‘Pronto chi gioca’, regina laica del mezzogiorno di Rai Uno dopo la madonna Carrà di ‘Pronto Raffaella’. Per dieci stagioni consecutive, fino al mitico ‘Non è la Rai’, Enrica è in televisione dal lunedì al venerdì, da settembre a giugno.

Ma a condurre Enrica aveva imparato alla radio, e con grandi soddisfazioni: aveva 25 anni quando le fu assegnata la ‘Maschera d’argento’ per  il suo primo programma d’autore “Per chi suona la campana?” ed è per il giornalismo che  le sono stati assegnati importanti riconoscimenti come il Flaianoil ‘Penne pulite’ e il ‘Guidarello’ quando dal ’96 al ‘98 è stata alla guida dello storico programma ‘Chiamate Roma 3131’.

Dal 2006 Enrica è di nuovo in radio, prima con “Ipocrity Correct” ogni domenica alle 13 e 30 su Radio Uno Rai fino a giugno 2007. Poi tutti i sabato dell’estate 2007, è in onda con “Punto Sette”, che prepara e conduce per cinque ore consecutive in diretta (14 -19).

Da settembre 2007 è autrice e conduttrice di “Tornando a casa”, programma leader per ascolti sempre su radio Uno rai, il canale radiofonico più ascoltato d’Italia. Per il quarto anno consecutivo intrattiene gli ascoltatori attraversando tutti gli argomenti e intervistando i più importanti ospiti di riferimento. Fino ad oggi, sono stati affrontati e approfonditi circa 600 temi con oltre 1.000 ospiti.

È questo l’ultimo successo radiofonico, dopo il primo di 35 anni fa.

Forse è per questo che una volta le hanno chiesto: “Scusi, ma lei è la figlia di quella Bonaccorti che faceva la radio?”

Felicissima di aver ripreso questa intensa attività radiofonica perché, come ama ripetere: “Chi fa la radio, e chi ascolta la radio.. è meglio!”


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Un Artista emergente

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