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La televisione imita la realtà o la ispira?

Discorso vecchio, il solito cane che si morde la solita coda, forse una risposta unica non c’è, troppi intarsi, troppi dipende, troppi distinguo. Comunque non c’è dubbio che le fiction contemporanee in due, tre, o un’infinita serie di puntate, riportino quello che ci circonda, ma amori e delitti, buoni e cattivi, nella realtà ci sono sempre stati, un tempo erano i cantastorie a raccontarcelo, oggi è la televisione. Quello a cui dare attenzione piuttosto, è il tono e il modo di presentarceli. Più andiamo a ritroso nella programmazione di quelli che un tempo si chiamavano sceneggiati, più troviamo toni lontanissimi da quelli che sentiamo ai nostri giorni: i tradimenti per esempio, presenti allora come ora, erano rappresentati in una luce di inappellabile condanna, così come ogni diversità dalla cosiddetta norma.  Si offriva al pubblico una visione manichea, le cose giuste da una parte, quelle sbagliate dall’altra. La stessa trama oggi ci arriverebbe attraverso una visione ondivaga, possibilista, per una condanna inappellabile ci vuole il diavolo, e se aveva i genitori separati, anche lui ha le sue ragioni. Da allora a oggi, l’ipocrisia è la stessa, ma ha cambiato colore. Ma era meglio rappresentare la realtà in modo più velato, edulcorato, consolatorio, o è meglio come oggi esasperarla addirittura, dare agli spettatori la visione più cruda e allo stesso tempo più possibilista delle problematiche sociali? E qui, come un tappo di sughero, viene subito a galla la madre di tutte le domande: la televisione deve avere una funzione educativa oppure no? La risposta di moda è no! per carità! quando mai! Ma forse oltre che di moda è una risposta di comodo: si fugge dalla responsabilità spacciandola per presunzione, si tira in ballo la famiglia, la scuola, quelli sì luoghi deputati alla formazione e all’educazione. Ma è come dire che l’acqua sul fuoco bolle e contemporaneamente nascondersi dietro un dito, perché è evidente che anche senza intenzione la tv è un mezzo che educa, o diseduca, automaticamente. Informare già significa formare, intrattenere porta nelle case e nelle teste emozioni e modelli di comportamento, a seconda della scelta dei temi si diffondono saperi diversi, e intervistare uno o un altro non è la stessa cosa. La televisione è un postino che recapita tanti messaggi, in casa ti può arrivare una bellissima lettera, la mappa di un tesoro, oppure cataloghi di merce dozzinale o pubblicità ingannevoli. Noi ci formiamo leggendoli, ci intoniamo alle opinioni, assumiamo per osmosi i comportamenti ricorrenti, ripetiamo le parole che sentiamo. Ma chi fa televisione afferma che la televisione non ha un mandato educativo. Già… da allora ad oggi l’ipocrisia ha cambiato colore, anzi, ha fatto proprio un testa coda, ma in fondo è rimasta la stessa. Assistenza legale a Roma

 

Un Artista emergente

nel panorama dell'arte moderna