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La Guerra Blasfema 1

Sento la parola guerra su tutte le bocche, leggo la parola guerra su tutti i giornali, e mai con un’intonazione o un punto di domanda. Dunque è decisa e scontata, sostenuta e inevitabile? E’ normale pensare in questi termini? Non mi sto interrogando sulla valutazione della strage di New York, ma sulla reazione promessa da Bush e promossa da tutti gli altri, ad eccezione di papa Wotyla, e non credo solo perché il suo mestiere glielo impone. Forse anche perchè meglio di tutti gli altri conosce la forza di un credo assoluto e sa che non si può applicare la logica della faida, non si può spaccare il mondo in due in nome di un solo dio, qualunque sia la sua data di nascita. Perché se è faida non si fermerà più, e il nome di Dio sarà sempre nominato invano. Si sta invocando una guerra blasfema, emozionale ed elettorale, mentre bisognerebbe sbrigarsi a dimostrare la propria superiorità attraverso i canali della diplomazia e dell’organizzazione internazionale. ‘Noi non siamo come voi’ questo è il messaggio che io vorrei sentire, e non ‘Noi siamo più forti di voi’ e ora ve lo dimostreremo, fateci prendere bene la mira e poi… E poi?  Per non parlare del prima, della inadeguatezza di chi non ha saputo tenere sotto controllo la situazione, dalle superficialità doganali a quelle presidenziali. Sappiamo che un’opinione pubblica che sostiene la pena di morte è difficile che esca dalla logica del ‘occhio per occhio dente per dente’. Ma un paese così compatto, così abituato a dare fiducia al suo Presidente, potrebbe e dovrebbe essere guidato verso i lidi della ragione più che verso quelli della ritorsione. Che ci sarà, ma ci auguriamo nel modo più circoscritto e ‘militare’ possibile, mentre la parte ‘civile’ del mondo cerca nelle alleanze il modo di evitare una guerra di proporzioni purtroppo ora immaginabili. A questo scopo comune vanno chiamati anche e soprattutto tutti quelli che seguono l’islam come vorrebbe Allah, tutti quelli che non vogliono essere accomunati a degli assassini, e tutti quelli che non vogliono diventarlo. Ora che i due grandi Budda sono stati ridotti in polvere sia a oriente che a occidente, non c’è più bisogno di sacrifici umani, neanche sull’altare del nostro - o altrui - orgoglio.

 

Un Artista emergente

nel panorama dell'arte moderna