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Lettera Aperta ad Anna Finocchiaro

Cara Anna Finocchiaro, la lettera di questa settimana la invio alla sua attenzione non pensandola come politico, ma come donna nella politica. E c’è una bella differenza, mi pare… la prendo ad esempio: la sua figura, il consenso e la stima di cui mi pare goda dall’una e dall’altra parte, il peso e il tono delle sue presenze pubbliche, il tutto ovviamente unito al suo percorso professionale, mi fanno pensare che se fosse appartenuta al genere maschile avrebbe ricoperto la carica di Ministro non solo una volta, circa dieci anni fa durante il primo governo Prodi, e guarda caso alle Pari Opportunità. Si era parlato del ministero della giustizia per lei, addirittura pochi mesi fa si sussurrava il suo nome – ma con un sorriso – nella ricerca del successore di Ciampi. Ma le posizioni all’apice nel nostro paese raramente sono ricoperte dalle donne. Per trovare vera attenzione e sviluppo per le potenzialità femminili, per riscontrare nei fatti la volontà di rispettare e sottolineare la presenza del genere femminile a questo mondo, dobbiamo guardare alla Spagna, dove un numero rilevante di ministeri è al femminile, o alla Francia, che ha avuto in lizza Segolene Royal per la prima carica dello Stato, e ora con Sarkozy compone il suo parlamento con il 50% di presenze femminili, o all’America, dove Hillary Clinton è in corsa addirittura per diventare Presidente degli Stati Uniti, e con ottime possibilità pare… Ma nel nostro Paese parlare di discriminazione femminile, rivendicare appunto le famose ‘pari opportunità’, sembra superato, non è più di moda.. la parola femminista è tornata ad avere un connotato solo negativo, al solo pronunciarla si sente alitare tutt’intorno: ma che vogliono ancora?... Forse è per questo che oggi fra noi donne si è insinuata la ‘sindrome di Lassie’? Dopo la prima atavica fase della sottomissione, la seconda della lotta, la terza delle conquiste, siamo entrate nella quarta fase: si torna a casa, donne, come Lassie! E si è approvate e festeggiate dagli uomini, dalla società, dall’economia… dicono: le donne portano problemi, restano incinte… e noi rispondiamo: le donne non portano ma hanno e risolvono problemi, e grazie a Dio restano incinte!

Ma questa minore spinta nel mondo del lavoro è anche la diretta conseguenza della difficoltà nel conseguire quello che veramente vorremmo e potremmo raggiungere, che è ben di più di quello che le indagini sociali ci dicono. Altrimenti non si spiega come mai negli studi universitari – quelli che ha seguito anche lei, on. Finocchiaro – le donne cambiano meno indirizzo di studi, si laureano in tempi più brevi e con migliori rendimenti, e poi… poi cosa succede? In pochi anni i dati registrano un progressivo sfilacciamento delle fila al femminile, costrette a un percorso a ostacoli nel perseguire i sogni professionali, che comunque nel loro slancio, quando bisogna fare delle scelte, sbattono la testa contro il famoso ‘soffitto di cristallo’.. D’altra parte, lo sanno che certi argomenti ci toccano il cuore, sanno che nel nostro destino c’è la comprensione, che siamo facili al senso di colpa, che sappiamo da sempre quali sono i veri valori della vita… e allora torniamo alla base, donne, come Lassie… dobbiamo anche scodinzolare?

A parte le battute, la verità è che dalla politica, all’informazione, all’industria, le donne – fatte le poche e dovute eccezioni – sono tenute fuori dalle stanze del potere. Ai vertici delle aziende, dei giornali, dei partiti, nelle cosiddette ‘posizioni apicali’, ci sono gli uomini. Le uniche strutture che danno nei fatti alle donne pari opportunità di crescita, sono quelle della Pubblica Amministrazione, dove è possibile raggiungere elevate posizioni dirigenziali. Anche questo dato ci dice che ancora una volta è l’economia a dettar legge, questa legge non uguale per tutti, anzi, uguale per tutti ma non per tutte… Un’economia basata solo sulla produttività e il profitto senza pensare al sociale se non con belle parole, un’economia che non accetta chi si deve fermare anche se solo a tempo determinato, penalizzerà sempre l’altra metà del cielo, che vedrà il sole rare volte. Il resto è pioggia che ci bagna…

 

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