Seguimi
Video
khantry design
Accesso Utenti



Volgarita'=Violenza

Pare che non ci si possa esprimere senza volgarità. Dai più alti pulpiti, dai palcoscenici, dai media non ne parliamo, radio compresa purtroppo, ovunque sgorga la parolaccia, sembra impossibile esprimere un concetto senza almeno un po’ di volgarità. Non ci si arrabbia più, ci si inc..avola… diciamo così, non si importuna, si rompono i c…cosiddetti, non si parla male di, ma si sput… con quel che segue. C’è grande maleducazione nei nostri discorsi, ma va oltre le parole, è proprio nelle intenzioni e nei modi. Se le parole rappresentano i comportamenti, mai come in questa epoca ci raccontano la realtà. Infatti, così come le parole sono violente, sappiamo quale realtà ci circonda. Ma è quello che sta fuori a modulare i termini, o sono le parole a istigare la violenza? Dove comincia il cane con la coda in bocca? Se non sappiamo rispondere con la speculazione, proviamo con la pratica, scendiamo proprio in strada, il luogo deputato da sempre alle parolacce fra automobilisti esasperati. Ma oggi non ci accontentiamo più delle offese, oggi si passa alle vie di fatto. Abbiamo dimezzato il numero delle dita, dalle due delle classiche corna che ormai sembrano innocente goliardia, siamo passati al solo dito medio che allude a ben altro. Ma in compenso abbiamo raddoppiato la violenza, tracimata dalle parole ai fatti come ci riporta la cronaca anche negli ultimi giorni. Una cronaca inquietante, se dalle liti fra automobilisti si è arrivati alle aggressioni anche ai pedoni. La settimana scorsa a Grottaglie vicino Taranto, un uomo che stava attraversando le strisce pedonali si è permesso di protestare perché una macchina non si fermava. L’automobilista si è innervosito, è sceso, l’ha preso a calci e pugni e poi l’ha lasciato a terra agonizzante. A Sanremo, qualcuno taglia la strada a qualcun altro, volano gli insulti, nasce un inseguimento, i due si fermano e dalle parole passano alle mani. A Frosinone un consigliere comunale è stato aggredito solo per aver chiesto a un automobilista di spostare la vettura parcheggiata sul marciapiede. Ma sono in aumento anche le manovre che deliberatamente esprimono la voglia di sopraffazione quando si è alla guida. Attenzione però, tagliare la strada ma anche non dare strada, non cambiare corsia per permettere di essere superati, usare clacson e luci abbaglianti in modo da disturbare chi è alla guida di un altro veicolo, insomma, tutto quello che è messo in atto appositamente per interferire con la guida di un altro utente della strada, costituisce reato. Anche il dito medio alzato costituisce ingiuria. Lo stabilisce la Corte di Cassazione, che ha condannato un automobilista prepotente a 15 giorni di reclusione e 500 euro di ammenda per guida incivile con questa motivazione: “Chi usa l’auto come appendice delle proprie frustrazioni e strumento per infliggere ad altri sopraffazione e ingiurie, realizzando così una privazione della libertà di azione della persona offesa,,commette reato di violenza privata”. Dalla volgarità alla violenza. Secondo me ci vorrebbe la Protezione Civile, lo dice il nome stesso, no? Potrebbe occuparsi della voragine di inciviltà in cui stiamo franando. Perché anche questa è un’emergenza.

 

Un Artista emergente

nel panorama dell'arte moderna