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L'uomo Immobile

Una storia ai confini della coscienza, una grande storia d’amore,

ma anche una riflessione su un tema di controversa e scottante attualità

Il protagonista è immobile, inerte, sembra privo di vita, ma questo è un romanzo pieno di vita e di emozioni che agitano i pensieri anche di chi sembra non poter pensare. E’ una storia d’amore, il classico lui lei e l’altra, un uomo fra due donne, ma anche un uomo fra la reale vigile coscienza e l’apparente assenza, perché il titolo “L’uomo immobile” non è una metafora, ma la condizione fisica del protagonista. Dunque un romanzo d’amore in una situazione estrema, che non scaturisce da fantasia autorale perché è una storia vera, perlomeno nello spunto iniziale che circa 10 anni fa mi raccontò mio zio, primario neurologo, ora direttore scientifico di un istituto di riabilitazione post-coma. Ne scrissi subito un breve racconto, che quando un paio di anni fa la Marsilio mi sollecitò un secondo libro, ho ripreso e sviluppato in questo romanzo.

Scrivevo da due mesi quando è scoppiato il caso Englaro, e anche se il mio protagonista è in una sindrome diversa, è lo stesso territorio che attraverso su queste pagine, dove le emozioni si intersecano con le informazioni scientifiche, tutte certe perché tutte vagliate da consolidati esperti clinici del settore.

Da queste pagine c’è dunque la possibilità di trarre informazioni chiare, verificate, esposte con parole facili da comprendere, strumenti utilissimi in un tempo in cui le opinioni precedono le informazioni.

Su questo difficile tema si può così arrivare a una propria opinione, quale che sia, ma finalmente autonoma, ragionata, non condizionata da ideologie politiche.

Si può per esempio scoprire che:

l’assenza dell’evidenza non è l’evidenza dell’assenza

 

Un Artista emergente

nel panorama dell'arte moderna